martedì 20 settembre 2016

Giorno 7

Una settimana fa terminava questa folle avventura. Non pensavo che ci sarei arrivata davvero, quando è cominciata un anno fa, ero convinta che avrei mollato oppure che durante il tragitto arrivasse una proposta così allettante da farmi fermare tutto. Invece eccomi qua, sana e salva, in attesa di sapere se mi toccherà ricominciare daccapo o passare al secondo step.

Una settimana prima dell'esame ero presa da un turbinio di emozioni: ero terrorizzata ma allo stesso tempo entusiasta ed emozionata,  a cui si aggiungeva il fatto che sarei andata da adulta (ormai) a competere con un sacco di adolescenti appena usciti dalle superiori. Comunque c'ho creduto. Alla fine mi sono divertita, lo confesso, sembrava il remake dell'esame di maturità per certi versi. Una volta a casa però l'entusiasmo se n'è sceso precipitosamente, ho iniziato a realizzare che le cose non erano andate come avevo previsto e che ormai i giochi erano fatti!

Nell'attesa, serie tv e faccende domestiche a parte, sto cercando di convincermi che indipendentemente dal risultato ho fatto del mio meglio (o almeno ci ho provato), che Dio a volte ha dei progetti che apparentemente sembrano imperscrutabili ma al momento giusto diventa tutto più chiaro. E' difficile però non lasciarsi andare ai brutti pensieri, restare impassibile quando anche l'ultimo piccolo castello di carte ti crolla davanti inesorabilmente. Mi dispiacerebbe, perchè negarlo, dopo un anno intero trascorso a rimettersi in carreggiata (con non poca fatica) ricominciare daccapo non sarebbe il massimo anzi sarebbe l'ennesimo insuccesso con cui fare i conti.

Detto questo, non voglio fasciarmi la testa prima di essermela rotta, sì arriva quel momento di sconforto ma poi arriva il momento del coraggio, di vivere giorno per giorno e decidere di conseguenza, di convincersi che non tutti i piani (per quanto accuratamente programmati) poi si realizzano ma soprattutto imparare a godere delle piccole cose, quelle che ci sembrano scontate ma che alla fine non lo sono affatto. Questo è l'atteggiamento giusto per non farsi schiacciare dall'attesa e dal fallimento, ombre troppo cupe ed estese per riuscire ad evitarle...

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