giovedì 15 settembre 2016

Incipit

Il mio viaggio comincia un anno fa. Dopo contratti cominciati e finiti alla velocita' della luce e curriculum inviati e cestinati con altrettanta velocità, ho deciso di riprendere gli studi a ben 13 anni dal diploma e 7 dall'ennesimo tentativo universitario andato a monte.

Le perplessita' non erano poche, non solo avrei dovuto cominciare quando i miei coetanei avevano ormai gia' finito e mettermi in competizione con i neodiplomati, ma avrei dovuto riabituarmi a stare sui libri ed avere a che fare con esami e professori. Ne valeva la pena?

Dopo circa una settimana fatta di ricerche su internet e tavole rotonde alla fine arrivo alla mia decisione: il test di Professioni Sanitarie. Una vera e propria incognita in realtà, mi dovevo preparare in 12 mesi per affrontare un vero e proprio concorso con la possibilità di non passare e ritornare al punto di partenza. Ho deciso comunque di correre il rischio.

L'inizio non è stato facile, me la sono presa anche un pò comoda, avevo a che fare con materie sconosciute ed altre da recuperare nel cassetto della memoria. Nutrivo anche la speranza che studiando studiando avrei trovato lavoro e mollato tutto. Cosa che (ovviamente) non è successa.
Mese dopo mese comunque, lo studio andava abbastanza bene ed io ho cominciato a crederci sempre di più, ho avuto tutto il tempo di mettermi a pensare ed a progettare i mesi futuri.

Agosto è stato il vero momento difficile, causa un problema burocratico/telematico sono stata costretta a cambiare facoltà gettandomi un pò nello sconforto, ancora una volta le cose non andavano come volevo ed avevo programmato. Finalmente dopo due settimane di down sono riuscita a mettere le cose apposto e concentrarmi solo sui quiz. Anche lì qualche sclero dovuto a qualche punteggio più basso della media, ma sono arrivata al 13 settembre (giorno X) abbastanza tranquilla e rilassata.

L'emozione, l'ansia, l'attesa, un turinio di emozioni mi ha completamente travolto, rovinato solamente dal quiz in sé che non è stato propriamente come lo immaginavo, comunque me la sono cavata, o almeno spero. Il difficile comunque viene ora: la snervante attesa di sapere che cosa ne sarà del mio futuro.
Una parte di me vorrebbe andare ad indagare e scoprire se ho azzeccato tutte le domande e mettermi l'anima in pace, l'altra parte vuole aspettare il verdetto "ufficiale" e poi organizzarmi a tempo debito. Il tutto condito dal senso di fallimento e confesso che qualche lacrimuccia è scesa...

Ieri poi, la svolta. Cosa fare nell'angustiante attesa per evitare d'impazzire?
Ho finalmente ripreso le mie più grandi passioni: la musica, i libri, le serie tv e la scrittura. Ed a proposito di questo mi è tornata in mente l'aula del mio test, l'aulta dei ragazzi dall'82 all'86 ma anche a quelli dal '62 all'82. Mi sono trovata a confrontarmi con loro e mi sono nettamente rassicurata rispetto alle chiacchiere scambiate con quelli più giovani, anche se un misto di rabbia e di sconforto mi ha pervaso, non saremmo dovuti essere lì in un mondo perfetto, ma a lavoro e poi a casa dai nostri compagni e compagne. Da qui però mi è partita l'idea: perchè non riunirci tutti in un gruppo o in un blog dove poterci sfogare o semplicemente acquisire la consapevolezza che non siamo soli, che possiamo unire le forze per raggiungere l'obiettivo; e non perchè siamo folli o disperati, ma perchè siamo coraggiosi. Di quelli che non ci stanno ad aspettare che qualcosa casa dal cielo o di accontentarsi, di quelli che combattono contro i pregiudizi, i luoghi comuni e le difficoltà quotidiane. Piccoli eroi dei nostri giorni.
In bocca al lupo guys!

Nessun commento:

Posta un commento